Apple Macintosh II

Scheda del prodotto
Costruttore: Apple
Categoria: pc
Luogo d'origine:
Anno produzione: 1987
Catalogato nel: 2021, In memoria di Charlie Monti I2AMC
Descrizione
L'Apple Macintosh II, presentato il 2 marzo 1987, rappresenta una delle deviazioni strategiche e tecnologiche più radicali nella storia della casa di Cupertino. Dopo l'uscita di Steve Jobs dall'azienda nel 1985, la guida della divisione Macintosh passò a Jean-Louis Gassée, fermo sostenitore dell'architettura aperta ed espandibile. Il Macintosh II nacque proprio per superare i limiti concettuali della macchina originale del 1984: abbandonò la storica struttura compatta "all-in-one" con monitor monocromatico integrato per adottare un imponente case modulare da tavolo con monitor esterno, trasformando il Mac da personal computer casalingo o scolastico a vera e propria workstation professionale destinata all'industria grafica e al mondo aziendale.
Il vero elemento di rottura del Macintosh II fu l'introduzione del colore. Grazie al supporto software Color QuickDraw integrato nella ROM e alle schede video dedicate, la macchina fu la prima della linea Apple in grado di gestire un colore reale a 24 bit, mostrando a schermo 256 colori contemporaneamente da una tavolozza di 16,7 milioni su monitor a risoluzione 640×480. Dal punto di vista dell'architettura interna, la macchina compì un salto generazionale passando al microprocessore Motorola 68020 a 16 MHz a 32 bit, affiancato dl suo coprocessore matematico. Questa combinazione hardware rese il Macintosh II la piattaforma d'elezione per la nascita del Desktop Publishing (DTP) a colori, la fotocomposizione professionale e la grafica vettoriale. Per chi lavorava nei media, nella stampa e nella pubblicità, il Mac II non era una spesa, ma un investimento indispensabile.
L'espandibilità era l'altro pilastro della sua architettura. La scheda madre offriva sei slot di espansione con bus NuBus, uno standard industriale sviluppato dal MIT che permetteva di aggiungere schede grafiche, schede di rete e acceleratori in modalità quasi plug-and-play, con riconoscimento automatico delle periferiche senza bisogno di configurazioni manuali complesse. La macchina consentiva inoltre l'installazione di hard disk interni con interfaccia SCSI, due drive per floppy disk e una memoria RAM espandibile, garantendo la flessibilità richiesta dai grandi uffici tecnici.
Commercializzato a un prezzo di partenza di circa 5.500 dollari per la versione base — cifra che superava facilmente i 7.000-10.000 dollari se completato con monitor a colori, hard disk e memoria RAM aggiuntiva —, il Macintosh II era una macchina elitaria, concepita per mercati ad alto valore aggiunto. Nonostante il costo elevato, ottenne un successo straordinario tra le agenzie pubblicitarie, i centri di stampa e gli studi di architettura, definendo il dominio di Apple nel settore della grafica digitale per oltre un decennio e dimostrando come l'azienda potesse competere direttamente con le workstation Unix di classe medio-alta.


