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Scheda del prodotto


Costruttore: Apple
Categoria: personal computer
Luogo d'origine: U.S.A.
Anno produzione: 1997
Catalogato nel: 2024


Descrizione

Nel marzo del 1997, Apple provò a spingersi direttamente nel futuro presentando un oggetto che sembrava uscito da un film di fantascienza: il Twentieth Anniversary Macintosh, per tutti semplicemente TAM. Concepito per celebrare i vent'anni dalla fondazione della società, il progetto fu affidato ad un giovanissimo Jony Ive, destinato di lì a poco a diventare il leggendario capo del design di Cupertino. Sviluppato sotto nomi in codice evocativi come Spartacus o Smoke & Mirrors, il TAM non doveva essere un semplice computer, ma uno showcase di puro lusso e tecnologia.
Dal punto di vista estetico, la macchina era incredibilmente avanti sui tempi. In un’epoca dominata da ingombranti monitor CRT grigi e da scatoloni spigolosi, Apple sfoderò un all-in-one dal profilo sottilissimo, impreziosito da uno schermo piatto LCD da 12,1 pollici, dettagli in pelle italiana sulla tastiera e un lettore CD ad inserimento verticale incastonato sulla parte frontale. Anche il comparto audio era senza precedenti per un PC dell'epoca: Apple collaborò con Bose per integrare un sistema stereo nella scocca e un imponente subwoofer esterno a parte.
Tuttavia, sotto questa corazza futuristica si nascondeva una pesante contraddizione. A fronte di un’estetica da astronave, l’hardware interno era sorprendentemente modesto. Basato sull’architettura dei modelli di fascia media dell'epoca e spinto da un processore PowerPC 603ev a 250 MHz, il TAM veniva regolarmente battuto sul piano delle prestazioni pure dalle workstation professionali Mac contemporanee, che costavano una frazione del suo prezzo.
A complicare la situazione fu la folle strategia commerciale. Apple decise di produrne una tiratura limitatissima — poco meno di 12.000 unità in totale — fissando il prezzo di lancio all'astronomica cifra di 7.499 dollari. Per giustificare il costo, il prezzo includeva un bizzarro "servizio Concierge VIP": il computer veniva consegnato a casa del cliente in limousine e installato da un tecnico in abito da sera.
Come c'era da aspettarsi, le vendite ristagnarono quasi subito. Nel giro di pochi mesi, Apple tentò disperatamente di rianimare il mercato dimezzando il prezzo, per poi arrivare nel marzo 1998 a una vera e propria svendita di liquidazione a 1.995 dollari pur di liberare i magazzini. Questa mossa scatenò la furia dei clienti facoltosi che avevano speso 7.500 dollari solo pochi mesi prima; per placare le polemiche ed evitare guai legali, Apple fu costretta a regalare a ciascuno di loro un PowerBook di fascia alta come risarcimento.
A decretare la parola fine sulla storia del TAM fu il definitivo ritorno di Steve Jobs. Rientrato in azienda a metà del 1997, Jobs vide nel TAM il simbolo di tutto ciò che non andava nella vecchia gestione Apple: un prodotto elitario, inutilmente complesso, ultra-costoso e lontano dalle esigenze della gente comune. Nel marzo 1998, dopo soli 11 mesi di vita, Jobs ne ordinò la cancellazione immediata insieme ad altri progetti considerati rami secchi, come il PDA Newton.
Nonostante il disastro commerciale — che gli è valso una presenza fissa nelle classifiche dei più grandi flop tech della storia — il TAM ha lasciato un'eredità fondamentale. La sua comparsa nella cultura pop dell'epoca (come nella serie Seinfeld o nel film Batman & Robin) contribuì a creare il mito del Mac come oggetto del desiderio. Soprattutto, le intuizioni e gli errori di questo progetto servirono a Jony Ive per gettare le basi del design moderno di Apple, aprendo la strada all'iMac e all'idea del computer come elemento d'arredo elegante e minimale.


Particolarità

Una delle particolarità più geniali e bizzarre dell'Apple TAM riguarda la sua tastiera personalizzata. Invece di essere fisso, il modulo del trackpad poteva essere sganciato dal corpo della tastiera e posizionato a piacimento sulla scrivania come un'unità autonoma.
Per rendere la scocca del computer ultra-sottile, gli ingegneri rimossero l'alimentatore dal corpo macchina nascondendolo all'interno del subwoofer Bose esterno. Senza il subwoofer e il suo cavo proprietario a 13 pin, il TAM è letteralmente privo di alimentazione elettrica.

 
 

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